Brutti tempi per Black Berry

06 – 2012.

RIM’s impending collapse: By the numbers” è il titolo di un articolo di ZDNet, una delle più autorevoli testate tecnologiche statunitensi, che preannuncia nel sottotitolo una grossa perdita di profitti e un crollo “imminente” di RIM, l’azienda canadese che ha “inventato” Blackberry (l’articolo completo in originale è disponibile su http://www.zdnet.com/blog/btl/rims-impending-collapse-by-the-numbers/78559?tag=nl.e539)

Di fronte alle costanti perdite di quote di mercato RIM ha in corso un disperato tentativo legato all’annuncio del nuovo sistema operativo Blackberry 10, “consapevole dell’importanza di lanciarlo in tempo e con un qualità superiore alle aspettative dei clienti“, ha commentato un portavoce di RIM. Ma in tempo per che cosa? Secondo ZDNet potrebbero esserci addirittura dei dubbi sul fatto che RIM possa sopravvivere, nonostante pesanti taglio dei costi già operati e altri in previsione, indispensabili considerando il fatto che RIM non ha assets alternativi.

A preoccupare im ercati finanziari il crollo del titolo RIM che ha perso oltre il 75% del suo valore negli ultimi 12 mesi e addirittura oltre il 90% rispetto alla metà del 2008, periodo di massimo splendore del fenomento Blackberry.

RIM opera su due aree: i suoi smartphone e l’infrastruttura dati proprietaria che li supporta senza la quale i Blackberry sono inutilizzabili. Se le cose dovessero ulteriormente peggiorare e RIM non dovesse più essere in grado di sostenere nemmeno l’infrastruttura dati, secondo ZDNet “oltre 78 milioni di persone potrebbero improvvisamente ritrovarsi senza servizio”.

Nel frattempo naturalmente ne approfittano i competitor, come dimostra il grafico Gartenr Group che confronta le vendite di smartphone a livello mondiale nel primo quarto 2012 rispetto allo stesso periodo 2011, suddivise per Sistema Operativo installato:



Se Android è leader indiscusso, balzando in appena 12 mesi dal 36,4 al 56,1% (81,1 milioni di unità), anche iOS si comporta molto bene, crescendo e passando dal 16,9 al 22,9%. La forte crescita di questi due sistemi operativi è avvenuta prevalentemente a spese di Symbian e di BlackBerry, i quali passano rispettivamente dal 27,7% all’8,6% (12,5 milioni di dispositivi) e dal 13 al 6,9% (9,9 milioni di smartphones).