Tags: Food

Il comportamento dei consumatori influisce sulla produzione di alimenti e bevande, tanto che i nuovi trend food&beverage stanno spingendo le aziende produttrici verso strategie di marketing, sistemi di produzione e strumenti di controllo più moderni e complessi 

Cambiano non solo i gusti, ma anche la consapevolezza dei consumatori. Ecco perché le aziende produttrici di alimenti devono confrontarsi con nuove ricette, imballaggi sostenibili, valori nutrizionali chiari e trasparenti ed etichette più analitiche. 

Non si tratta di inseguire ogni moda del momento bensì di strutturarsi per soddisfare le mutevoli esigenze del proprio target di riferimento. 

Ma quali sono i trend food&beverage che stanno trasformando il settore? Ne abbiamo individuati almeno 7. Scopriamo insieme quali sono: 

 

1. Cibi freschi e locali 

I consumatori sono sempre più attenti a questioni come i cambiamenti climatici e la sostenibilità ambientale. Si aspettano che le aziende del settore facciano lo stesso assicurando l’utilizzo di ingredienti sempre più freschi e provenienti da una filiera il più possibile locale così da garantire, oltre alla freschezza delle materie prime utilizzate, una riduzione delle emissioni legate alla produzione e al trasporto delle materie prime o dei semilavorati. 

Rispetto per l’ambiente, ma anche genuinità e tipicità locali. Oggi più che mai è essenziale certificare tutte quelle lavorazioni e materie prime che distinguono un comune prodotto alimentare da un’eccellenza locale. E noi in Italia lo sappiamo bene perché il nostro è il primo paese a livello europeo per il numero di prodotti agroalimentari a denominazione di origine protetta (DOP) e a indicazione geografica protetta (IGT). 

Ecco quindi che il sistemi di tracciabilità di tutta la filiera diventano lo strumento migliore a garanzia della salubrità del prodotto attraverso l’uso di materie prime, strumenti e modalità che rispettano la salute del consumatore, le norme vigenti e perfino le tipicità locali. 

 

2. Niente sprechi 

Produzioni e iniziative a spreco zero fanno guadagnare grande popolarità alle aziende produttrici del settore food&beverage. Molte hanno vietato cannucce monouso, bottiglie d'acqua in plastica e tazze da caffè monouso. Come affrontare questa sfida?  

Le imprese alimentari sono chiamate a: 

  • Adottare nuovi standard di sostenibilità per l'imballaggio e il trasporto 
  • Ridurre o compensare le emissioni di gas serra per la loro produzione  
  • Sostituire le materie plastiche monouso con materiali di imballaggio compostabili o ecologici. 

 

3. Dal veg al gluten free: opzioni per diete speciali 

I consumatori non vogliono solo prodotti più sani, ma anche alimenti che soddisfino diete particolari come quelle vegane, vegetariane, senza glutine o che siano frutto di processi cruelty-free. Non è importante la ragione che spinga i consumatori verso queste opzioni. C’è chi lo fa per questioni di salute o chi per ragioni etiche.  

Fatto sta che le aziende possono (in molti casi devono) introdurre prodotti privi di determinati ingredienti come carne, latte o uova, scegliere fornitori di prodotti di origine animale che soddisfino elevati standard circa il benessere degli animali e valorizzare questi dettagli attraverso un percorso di tracciabilità del prodotto. 

 

4. food&beverage più social 

Proprio così. Basta fare un giro sui social network per rendersi conto di quante persone fotografino i cibi che mangiano, tanto al ristorante quanto a casa. E allora anche le aziende produttrici sono chiamate a realizzare prodotti sempre più social, dalla presentazione trendy che li renda “instagrammabili” come nel caso del celebre Unicorn Frappuccino di Starbucks. 

 

5. Cibi sani con il minimo sforzo possibile 

Questa maggior consapevolezza e attenzione a ingredienti e origine delle materie prime che li compongono non va di pari passo con il tempo passato in cucina. Già, perché le persone oggi si sentono sempre più a corto di tempo libero. Si lavora spesso fino a tardi e così il tempo medio trascorso dalle persone a preparare la cena a casa continua a diminuire. Se negli anni ‘80 del secolo scorso era quasi di un’ora, oggi nella maggior parte dei casi non supera i 20-25 minuti. 

Al di là dei servizi di consegna a domicilio, le persone spesso si fermano a fare la spesa per la cena dopo il lavoro. Ecco perché il mercato dei surgelati e dei piatti pronti è chiamato ad aumentare la qualità della propria offerta. Se fino a qualche anno fa i surgelati erano considerati i prodotti da consumare eccezionalmente quando proprio non c’era tempo di cucinare, oggi stanno diventando sempre più la “regola” nel food&beverage moderno. 

 

6. L’etnico diventa global 

Fino a qualche anno fa le cucine di altri paesi erano “confinate” nei classici ristoranti etnici, ma oggi questo fenomeno è sempre più globale e le aziende produttrici del settore alimentare devono “sperimentare” nuovi gusti, sapori esotici e combinazioni inedite per soddisfare i gusti dei consumatori. Non è un caso che il sushi piuttosto che i piatti messicani o cinesi siano sempre più presenti nel nostro modo di mangiare, tanto nei locali quanto a casa. 

 

7. Cibo smart con l’IoT 

Le aziende del food&beverage stanno iniziando a investire in packaging intelligenti, incorporando la tecnologia dell'Internet of Things (IoT) ai propri prodotti per raccogliere informazioni importanti su come i clienti utilizzano i prodotti.  

Dati utili alle aziende per conoscere e raggiungere il proprio target ma anche per i consumatori che possono sapere quando un determinato prodotti sta per scadere evitando così che il cibo vada a male. 

 

Conclusione 

I consumatori, come abbiamo detto in precedenza, sono sempre più consapevoli e informati. Perciò desiderano alimenti che soddisfino i loro obiettivi, siano essi di benessere, etici o, semplicemente, per la voglia di essere alla moda. 

Nuove diete, regimi alimentari alternativi e nuovi superfood veri o presunti sono all’ordine del giorno o quasi. Le aziende del food&beverage per essere sempre più competitive non possono solo seguire questi trend ma devono strutturarsi per anticipare le esigenze di una clientela che cambiano in fretta. Non si tratta solo di ideare nuovi prodotti ma di potenziare la propria supply chain attraverso una serie di strumenti informatici che ne garantiscono il pieno controllo e la massima redditività.